Maledizione

aprile 25, 2010

Maledizione si porta dietro tutto, il prima, il durante, il dopo, il mio stomaco e te.
Si, non è esattamente facile.
Maledizione

Tuo, mio, nostro

luglio 23, 2009

Sembra una maledizione. Ogni fine anno (si, perchè per me l’anno finisce allo stacco estivo) succede qualcosa di traumatico. Esattamente un giorno prima di partire. Il bello è che questa volta non dipende da me. E la cosa buffa è che non è detto che debba accadere però…però perchè il mio maledetto sesto senso dice il contrario?

Mi trovo ad affrontare una situazione delicatissima. Mi trovo ad un bivio, a dover scegliere, in qualche modo, tra due amici. Tuo, mio, nostro: un problema, una sinfonia di intrecci, suonata a sei mani. Sei mani sono troppe, il risultato è inevitabilmente cacofonico.

Tutto qui? Magari signori miei, magari.
L’intera vicenda mi riporta a due anni fà.
Un deja-vù.

Meno, anche meno.
Grazie.

-Disordinatacronica: “Mamma, ho comprato una pianta. Una pianta grassa, quella col fiore. E’grassa non dovrebbe morire…no?”      

-Mamma di disordinatacronica. “Tesoro, tu il pollice verde ce l’hai solo se te lo pitturi….”


Vabè.


La vuoi sapere l’ultima?

luglio 21, 2008

Si avvicina. E mi sembra lontano anni luce. Il giorno in cui ho cominciato a scendere in picchiata. E’ davvero curioso come sembri così distante. Come tutto,in relazione alla portata del dolore, adesso si mostri slavato, sbiadito, inodore. E’ passato un anno. Il 31 sarà un anno da quel parco immenso. Quel parco con gatti ovunque, l’unica cosa che è riuscita a strapparmi un sorriso avvicinandosi all’uscita. L’uscita in tutti i sensi.

Da quel giorno non dormo più bene, sono diventata (e rimasta) inappetente, e mi è venuta una grave malattia: la sindrome dell’abbandono. Grazie a cui distruggo tutto.
Il bello è che TU è come se non ci fossi mai stato.

Mi ricordo il tuo nome, quello si.
Ma solo per abitudine.

Parliamone. Che inbufalita, sono tornata a casa, ho stappato una bella bottiglia di Aglianico e me la sto scolando in simpatia. Si, stappo, faccio prendere aria al vino e ai miei pensieri, disordinati, tanti e stanchi. Sdraiata su un divano da analista virtuale, questo blog appunto, dove si fa terapia autogestita.

Sono un pò stufa. E tanto per cambiare la mia stanza rasenta un indecente invivibilità.

Let me introduce myself

febbraio 10, 2008

Sono stata tacciata di megalomania da blog. Confermo. “Apro blog” con la stessa frequenza con cui cambio i calzini. Allo stesso modo li lascio andare alla deriva, promettendomi però di mettere nero su bianco tutte quelle fantastiche idee che, casualmente, mi vengono in mente ogni qualvolta non ho un computer a portata di mano. Insomma rimando. Qualcuno mi ricorda che è una questione di “indole”.
Vero anche questo. E lo riconosco. Ma io in quest’indole mi ci ritrovo, non riesco a procedere in modo lineare, nel mio disordine ci sguazzo e soprattutto produco. Rendo solo in situazioni di estremo caos. Sono quella degli ultimi cinque minuti e della famosa settimana prima.

Disordinata cronica non è solo il nome che ho scelto di assegnare a questa mia ennesima creatura blogoforme. E’ la mia filosofia di vita. Ad essere sincera ne vado pure fiera. Ad essere estremamente sincera, da un pò di tempo ho il vago sospetto che sia la fonte di tutti i miei problemi.

Ad essere profondamente sincera non sto per niente bene. Da un bel pò di tempo.

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